TESTIMONIANZE

Prima tromba dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Ceciliadi Enzo SoldatiniTratto da: Teodoro Celli, “L’arte di Victor de Sabata”, ERI/Edizioni RAI, Torino, 1978

L’arte di Victor de Sabata di Teodoro Celli

Ho suonato con de Sabata prima di far parte dell’Orchestra di S. Cecilia, in occasione dell’esecuzione della Messa di Requiem di Verdi che si svolse a Santa Maria degli Angeli, con un cast formidabile: Caniglia, Stignani, Gigli e Pasero.

Non posso dimenticare quel momento soprattutto perché è stata la prima volta che, dopo diplomato, io ho suonato in orchestra: noi trombe eravamo sulle navate altissime e da lassù vedevo de Sabata con quella sua figura saettante; per me è stato un fatto che ha dato un’impronta a tutta la mia carriera ed è forse il più bel ricordo che ho, dall’inizio della mia professione.

De Sabata era uno dei più severi concertatori. La sua concertazione andava sempre nel sottile. Quando l’orchestra era perfetta, lui aveva ancora qualcosa da dire e sempre molto interessante. Una volta la prova era dalle 10 e trenta alle 13, e lui un quarto d’ora prima della fine disse: «Signori, adesso facciamo un po’ di riposo! ».   Gli si fece osservare che l’orchestra non aveva fatto riposo e che a un quarto d’ora sarebbe finito l’orario della prova! Allora ci chiese scusa; ma nessuno prima d’allora in orchestra si era permesso di in­terrompere, perché le sue osservazioni erano talmente interessanti, talmente belle, perché lui riusciva a ottenere qualcosa di più, e tutti lo sentivano! Nessuno si stancava, il tempo volava! Era severo, ma prima di tutto lo era con se stesso e poi era un gran signore, un uomo di grande cultura. La sua severità, però, era quasi gradita perché era diretta a ottenere sempre il massimo. Ogni esecuzione era diversa, lui la plasmava, la variava a seconda delle ne­cessità di ambiente, di pubblico, di calore! Ogni esecuzione era una cosa particolare, di quel momento! Era un’interpretazione nuova!

 

In: Teodoro Celli,  “L’arte di Victor de Sabata”, ERI/Edizioni RAI, Torino, 1978

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