TESTIMONIANZE

L’arte di Victor de Sabatadi Nino SanzognoTratto da: Teodoro Celli, “L’arte di Victor de Sabata”, ERI/Edizioni RAI, Torino, 1978

L’arte di Victor de Sabata di Teodoro Celli

Il ricordo che ho di de Sabata è uno dei più belli della mia vita; prima di tutto perché ho potuto conoscere da vicino uno tra i più grandi direttori del mondo. Ho assistito a prove, a concerti, a manifestazioni, e Victor de Sabata l’ho sempre considerato un precursore della tecnica di direzione d’orchestra.

Io credo che l’avvenire della direzione d’orchestra non sia quello di battere il tempo, ma che sia quello di «disegnare» la musica. E Victor de Sabata, con quel suo meraviglioso braccio, con quella sua personalità, la musica la disegnava; la si vedeva disegnata nell’aria.  Una volta, il direttore d’orchestra batteva solo il tempo. Victor de Sabata lo batteva, però faceva molto di più! Il fenomeno di de Sabata musicista era il prodotto anzitutto di un orecchio assoluto a cui si univano una memoria trascendentale, una sensibilità portata al­l’ennesima potenza; e tutti gli spettacoli di Victor de Sabata sono indimenticabili. Credo che dopo Toscanini la storia della Scala sia stata segnata da Victor de Sabata.

 

In: Teodoro Celli,  “L’arte di Victor de Sabata”, ERI/Edizioni RAI, Torino, 1978

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