TESTIMONIANZE

Primo oboe dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Ceciliadi Pierino GaburroTratto da: Teodoro Celli, “L’arte di Victor de Sabata”, ERI/Edizioni RAI, Torino, 1978

L’arte di Victor de Sabata di Teodoro Celli

Sono entrato a Santa Cecilia all’età di ventisette anni e per me è stato quasi un ingresso… in Paradiso! In questa orchestra ho avuto un’impressione enorme, perché proprio il primo — o tra i primi concerti a cui ho partecipato — era diretto da de Sabata. Il Maestro ha fatto una impressione enorme, vivissima ancor oggi; è un ricordo che non posso mai cancellare!

Ricordo benissimo l’esecuzione della Daphnis et Chloé di Ravel. E la caratteristica di de Sabata che mi ha fatto maggiore effetto è stata la grande comunicativa, e addirittura l’improvvisazione. Il Maestro cioè, concertava, portava a termine le prove; e poi si raccomandava con noi prima dell’esecuzione: « Attenzione al momento del concerto, perché io posso cambiare, posso inventare qualche cosa che non ho mai provato ». Aveva il dono dell’inventiva del momento; e l’orchestra, che ha sempre avuto grandi capacità di seguire i direttori, seguiva de Sabata. La grande impressione e l’enorme entusiasmo che ha suscitato in me è stato proprio nell’esecuzione di Daphnis et Chloé di Ravel, che ricordo ancora oggi!

 

In: Teodoro Celli,  “L’arte di Victor de Sabata”, ERI/Edizioni RAI, Torino, 1978

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